Il Cav. sia decisionista, ma non autarchico

A leggere gli epiteti che si scambiano il leader della maggioranza e quello dell’opposizione si direbbe che è in corso uno scontro senza quartiere, con il Partito democratico che denuncia l’autoritarismo strisciante e il centrodestra che ha scelto l’autosufficienza per decreto. Se invece si guarda al quadro delle scelte di merito, si vede un ampio spettro di convergenze.
6 OTT 08
Ultimo aggiornamento: 23:24 | 20 AGO 20
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A leggere gli epiteti che si scambiano il leader della maggioranza e quello dell’opposizione si direbbe che è in corso uno scontro senza quartiere, con il Partito democratico che denuncia l’autoritarismo strisciante e il centrodestra che ha scelto l’autosufficienza per decreto. Se invece si guarda al quadro delle scelte di merito, si vede un ampio spettro di convergenze: il Pd segue la politica estera di Silvio Berlusconi anche sul tema complesso e controverso della crisi georgiana, di fronte alla crisi finanziaria Walter Veltroni ritiene che “bisogna pensare all’istituzione di un fondo europeo di garanzia, capace di intervenire lì dove la situazione è difficile”, esattamente la posizione sostenuta dall’Italia nell’Eurogruppo.
Sul federalismo non si sono viste differenze tra le giunte di centrosinistra e quelle di centrodestra nel confronto sul testo elaborato da Roberto Calderoli e poi adottato dall’esecutivo. Persino su Alitalia, a ben vedere, si è assistito alla contesa su chi avesse il merito della soluzione, che quindi è condivisa nel merito. E’ giusto che il governo rivendichi il diritto a decidere, ma sbaglierebbe a farlo ostentando la propria autosufficienza e operando sistematicamente per decreto, cioè impedendo ogni possibile apporto parlamentare dell’opposizione (oltre che della stessa maggioranza). Di fronte a comportamenti ostruzionistici è ragionevole reagire, ma gli attacchi politici generici, anche se spesso urticanti, vanno messi nel conto della dialettica fisiologica.